Un rischio “Mondiale”
Tutto comincia il 16 luglio del 2005 quando a Montreal la città di Roma batte la giapponese Yokohama e la greca Atene. La capitale dopo 15 anni ospiterà di nuovo i mondiali di Nuoto. La vittoria del comitato organizzatore è resa possibile grazie al progetto sostenuto dal sindaco Walter Veltroni: realizzare a Tor Vergata, nella sconfinata pianura dove Papa Giovanni Paolo II celebrò l’angelus, la nuova città dello sport. Un progetto faraonico. Poi mai sarà realizzato. Mancano 75 giorni all’inaugurazione dei giochi. In città, oltre ad altri 100 milioni di euro di appalti assegnati, dovrebbero nascere tre nuovi impianti, pronti per Giugno. Tre poli natatori rispettivamente ad Ostia (dove la procura ha aperto due inchieste), al Valco di San Paolo zona lungotevere e a Pietralata. Qui la cifra si aggira attorno ai 10 milioni di euro. Lavori oggi quasi fermi. Impresa aggiudicante la Cogei. Roberto Petrassi ne è il proprietario; lui è sotto processo a Roma per corruzione. Un uomo la cui filosofia di vita si legge nei verbali delle intercettazioni utilizzate nel processo: “o ti chiami ladro o ti chiami poveraccio”, dichiara il Petrassi. Oggi il suo cantiere è fermo. Uno scheletro di cemento armato coperto da tre navate di legno che simulano tre onde. Entro 30 giorni i lavori dovrebbero essere conclusi per consegnare la struttura agli allenamenti degli atleti.