notizia (nome comune di cosa)

Il posto (citando una definizione molto appropriata, creata da un "amico" della rete) dove scrivo, penso, sogno, propongo e condivido.

Spero che ci sia un errore, sarebbe l’unica spiegazione; almeno quella che avrebbe più senso. Se fosse vero, come riporta il servizio di apertura della cronaca romana della Repubblica, il comune di Roma ha deciso di appaltare la sicurezza (che brutta parola) dei campi rom della città alla vigilanza armata. “E che c’è di male?”, dirà qualcuno…si possono usare 14 milioni di euro per la vigilanza armate, io dico di no. Dico di no perchè è impensabile sprecare tanto denaro pubblico, quello presente nelle casse del comune di Roma, per risolvere in questo modo uno dei nodi che girano attorno alla parola Rom, la sicurezza. Ad oggi, spiego due cose per chi non ne fosse a conoscenza, alcune associazioni che operano nel sociale, prendo come esempio l’arci ma non volgio offendere nessuno, hanno istituito il servizio di segretariato sociale che h24 sorveglia, fortunatamente senza pistole e distintivo, i campi. Che valore aggiunto hanno i poliziotti privati? Non voglio mettere in discussione la professione ma mi rimane qualche dubbio sulla utilità del progetto.

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Bisogna essere uniti, bisogna crederci; oggi la sinistra serve, più di prima, davanti a un panorama così poco festoso e privo di ogni limite. Io voto per Sinistra e Libertà, una nuova formazione politica, un partito che vuole riproporsi come la nuova sinistra. Bisogna crederci. Tanti e tante, uomini, donne, i bimbi che domani saranno adulti, le lesbiche, gli omosessuali, i lavoratori; i diritti di tutti vanno preservati, per quei pochi che rimangono, vanno promossi e aumentati. In un periodo di crisi come questo serve qualcuno che abbia idee differenti, che provi a distinguersi dalla massa. Oggi essere diversi è un valore, una ricchezza.

Bisogna essere uniti, bisogna crederci; oggi la sinistra serve, più di prima, davanti a un panorama così poco festoso e privo di ogni limite. Io voto per Sinistra e Libertà, una nuova formazione politica, un partito che vuole riproporsi come la nuova sinistra. Bisogna crederci. Tanti e tante, uomini, donne, i bimbi che domani saranno adulti, le lesbiche, gli omosessuali, i lavoratori; i diritti di tutti vanno preservati, per quei pochi che rimangono, vanno promossi e aumentati. In un periodo di crisi come questo serve qualcuno che abbia idee differenti, che provi a distinguersi dalla massa. Oggi essere diversi è un valore, una ricchezza.

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RomaPride’09

RomaPride’09

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Giro l’appello per sostenere il RomaPride 2009.

Ecco il link http://romapride.it/13_giugno/

Così comincia l’appello, c’è anche un gruppo su Facebook.

Cari e Care, (English verion follows the italian one)

anche quest’anno si avvicina l’appuntamento con il Roma Pride, ma a 10 giorni dalla parata del 13 giugno non è ancora stato sciolto il nodo del percorso.
Come molti di voi sapranno la Questura ha apposto ieri il terzo diniego al percorso richiesto dagli organizzatori, con motivazioni sempre più assurde e pretestuose, tanto da dare adito persino a ricorsi giudiziaLri dinnanzi al TAR e al Presidente della Repubblica. (http://www.mariomieli.org/spip.php?article1164)

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Molto convincente, grazie Elettra.

Sinistra e Libertà: invito a votarla il 6 e 7 giugno affinché la sinistra superi lo sbarramento del quattro per cento e confermi e rafforzi la sua presenza a Strasburgo.

Sinistra e Libertà: è una proposta politica che, oltre la scadenza elettorale, vuole rilanciare, nella pratica quotidiana, le eredità più preziose delle grandi esperienze di liberazione umana del passato. Perché questo sia possibile, molti e molte di noi scommettono su un radicale rinnovamento della politica, sulla trasparenza dei modi di determinare le scelte e di costruire rapporti con il mondo, sul valore e il vincolo della responsabilità pubblica per chi assuma ruoli e compiti pubblici.

Vogliamo uscire dalla crisi impietosa che la sinistra attraversa misurandoci con le trasformazioni e le metamorfosi del presente, senza nostalgie del passato né paure del futuro ma con l’impegno che il presente ci suggerisce. Per quello che è nelle nostre mani.

Vogliamo che la sinistra torni a essere protagonista in Italia e in Europa della vita pubblica, della cultura, delle scelte che riguardano la vita delle persone, il presente e il futuro del pianeta, l’esistenza dei giovani, nativi di tutti i mondi, che abitano il nostro Paese e l’Europa. Una sinistra capace di attualizzare la critica del capitalismo e avanzare efficaci proposte per contrastarlo ma anche di costruire pratiche di convivenza, stili di vita, modi di consumo che mettano in discussione concretamente i modelli imperanti. Mai come oggi.

Vogliamo che la sinistra assuma con determinazione l’idea e la pratica della libertà - libertà di e libertà da nella inestricabile connessione in cui ciò avviene nell’esperienza umana - ispirando alla libertà il senso della sua politica e facendone la bussola per capire veramente, dal profondo, i nuovi percorsi della liberazione che attraversano il mondo globale.
Mai come oggi.

Sinistra e Libertà: un bel coniugare per la nuova sinistra che vogliamo costruire.
Sinistra e Libertà: non due parole inflazionate ma due parole chiave, di nuovo “pietre”.

Sinistra e Libertà ha proposto una rosa di donne e uomini di valore da mandare a Strasburgo e ha presentato un programma serio su cui lavorare.

Vogliamo rilanciare lo spazio di un’ Europa politica, con un ruolo più forte del Parlamento di Strasburgo; un’Unione europea che acquisti forza dalla partecipazione democratica dei suoi popoli, aperta al mondo e ai mondi che la abitano e che fanno, sono l’Europa di oggi; un’Europa accogliente, stato di diritto e terra dei diritti, in grado di costruire concrete politiche di pace, in Medio Oriente, in Afghanistan e negli infiniti altrove dove l’Ue potrebbe e dovrebbe avere voce.
Mai come oggi.

Vogliamo contrastare, anche col successo della nostra lista, la deriva autoritaria del sistema politico-istituzionale che la maggioranza di governo alimenta apertamente e né il Pd né l’Idv contrastano adeguatamente. Come potrebbero, visto che hanno voluto anche loro lo sbarramento? E condividono la logica maggioritaria della “governance” e della preminenza degli esecutivi?

Il successo di Sinistra e Libertà è oggi la risposta più efficace all’emergenza democratca che tiene sotto scacco il nostro Paese.

Sarebbe stato meglio riunire le forze della sinistra per far fronte insieme allo sbarramento e riattivare da subito la pratica del dialogo? Sì, sarebbe stato meglio, ma non è stato possibile. Ci sono stati tentativi, appelli, gesti di buona volontà. Ma in questo tentativo la spinta del sentimento unitario e la determinazione dell’intelligenza politica non sono state all’altezza. La sinistra non avrebbe i problemi che ha, non conoscerebbe la crisi che conosce se le cose stessero diversamente. O no?

Vogliamo rispondere alla crisi ripartendo da un punto. Sinistra e Libertà è questo punto. Un appuntamento elettorale il 6 e 7 giugno, una scommessa da subito perché la sinistra ricominci a essere sinistra e a fare dire scegliere cose di sinistra. Vorrei che fossimo in tantissimi a fare questa scelta il 6 e 7 giugno e oltre.

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Per i deboli di cuore, cardiopatici e derivati, ne sconsiglio la visione.
Per chi invece riesce a capire che anche dagli errori si può ripartire, cliccate sulla freccina del play!

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Polo Natatorio all’Eur

Polo Natatorio all’Eur

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Sono tre i poli natatori in costruzione per i mondiali di Nuoto. Quello di Ostia è il primo. La procura ha aperto due indagini: sulle terre di movimentazione (quelle scavate per lasciare spazio alla costruzione della struttura) che verrebbero smaltite all’interno di un’area verde protetta, e sulla indagine conoscitiva mai effettuata sull’esistenza o meno di ordigni bellici risalenti al periodo della guerra. Spostandoci verso la periferia arriviamo al cantiere di Pietralata, primo per importo dell’appalto (10 milioni di euro), pachidermico nel ritmo dei lavori; sono da completare tutte le pareti esterne e le piscine. Qui a Pietralata sarà un privato, L’Aurelia Nuoto, a gestire l’impianto. Ultimo Polo Natatorio quello dell’Eur, dietro Via della Vasca Navale, alle spalle delle strutture dell’Università di Roma 3. Vi riporto un breve dialogo, poche parole scambiate con un operaio che scarica pancali di Gasbeton, un sistema costruttivo per la messa in opera di pareti. Gli chiedo: “Ce la fate a finire in tempo?”. Lui: “ahahah, lo vedi che scarico?”. Io gli rispondo di no, non conosco il materiale. Lui mi fa capire che manca ancora tanto, più dei 20 giorni programmati per la fine dei lavori. Insisto: “E allora come fate? Fate gli straordinari, ve li pagano?”. Altra risata, poi risponde “gli straordinari li facciamo sempre, non ci danno una lira. Lavoriamo per far fare bella figura all’Italia”. Gli chiedo se fanno uso di lavoro in nero. La sua risposta è chiarificatrice: “Qui non c’è lavoro in nero, c’è in bianco, poi che in giallo (i cinesi) e poi c’è quello nero chiaro (gli zingari egiziani)”. Conclude così. Poco dopo entro nel cantiere e mentre noto che alcuni operai senza casco di protezione o imbragature lavorano sul tetto della struttura, un capocantiere mi fa notare: “Vedi, è tutto pronto, mancano solo i rivestimenti”.

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Il cantiere del polo natatorio di Pietralata

Il cantiere del polo natatorio di Pietralata

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Tutto comincia il 16 luglio del 2005 quando a Montreal la città di Roma batte la giapponese Yokohama e la greca Atene. La capitale dopo 15 anni ospiterà di nuovo i mondiali di Nuoto. La vittoria del comitato organizzatore è resa possibile grazie al progetto sostenuto dal sindaco Walter Veltroni: realizzare a Tor Vergata, nella sconfinata pianura dove Papa Giovanni Paolo II celebrò l’angelus, la nuova città dello sport. Un progetto faraonico. Poi mai sarà realizzato. Mancano 75 giorni all’inaugurazione dei giochi. In città, oltre ad altri 100 milioni di euro di appalti assegnati, dovrebbero nascere tre nuovi impianti, pronti per Giugno. Tre poli natatori rispettivamente ad Ostia (dove la procura ha aperto due inchieste), al Valco di San Paolo zona lungotevere e a Pietralata. Qui la cifra si aggira attorno ai 10 milioni di euro. Lavori oggi quasi fermi. Impresa aggiudicante la Cogei. Roberto Petrassi ne è il proprietario; lui è sotto processo a Roma per corruzione. Un uomo la cui filosofia di vita si legge nei verbali delle intercettazioni utilizzate nel processo: “o ti chiami ladro o ti chiami poveraccio”, dichiara il Petrassi. Oggi il suo cantiere è fermo. Uno scheletro di cemento armato coperto da tre navate di legno che simulano tre onde. Entro 30 giorni i lavori dovrebbero essere conclusi per consegnare la struttura agli allenamenti degli atleti.

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